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lunedì 18 novembre 2013

Il Morellino di Scansano

Il paese di Scansano è situato al centro della zona dii produzione del Morellino di Scansano, vino a denominazione di origine controllata dal 1978, ottenuto da almeno l'85% di sangiovese, chiamato qui morellino.
L'influenza mitigatrice del mare e la buona insolazione estiva dell'area permettono un'ottima e costante maturazione dell'uva; il vino, se ben vinificato, acquista facilmente un buon grado alcolico e una notevole complessità aromatica, anche senza un lungo affinamento in legno.
Il morellino viene venduto a primavera, dopo la fermentazione malolattica, o dopo due anni per il tipo riserva.

sabato 5 ottobre 2013

Il Chianti fiorentino

In località Campoli si trova un vigneto storico, di circa novanta anni, con la vite maritata all'acero, disposto a spina per 3 ettari e un particolare sistema di drenaggio. Una visita all'impianto aiuta a capire quanto si sia evoluta la viticoltura negli ultimi decenni in questa area del Chianti fiorentino. Nella zona si sono imposte produzioni di vini che non hanno la denominazione di origine e vengono generalmente indicati con il nome di "supertuscans". Ne è un esempio il Tignanello, grande rosso persistente, adatto a carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.



sabato 28 settembre 2013

La Doc Roero

Il Roero si produce in Piemonte, è un vino Doc previsto in due tipologie: Rosso, da uve di nebbiolo (ingentilito dal 5% massimo di arneis), e Arneis, dall'omonimo vitigno in purezza.
Questa uva a bacca bianca è autoctona e tipica piemontese; salvatasi dall'estinsione che la minacciava negli anni Ottanta, dà oggi un vino che i suoi estimatori chiamano con enfasi "Barolo bianco". Va però bevuto giovane, perché i suoi delicati e gradevolissimi profumi tendono a svanire in fretta, insieme all'acidità, già piuttosto bassa. Pesce e piatti bianchi in genere sono i suoi migliori abbinamenti.
Il Roero rosso ha una media gradazione (11,5 che diventano 12 nella tipologia Superiore); è vinificato in quantità limitate, preferendo utilizzare il nebbiolo per altre Doc locali.


Il Barolo

La prima citazione del "Barol" risale al 1751 e, sempre nello stesso periodo, una relazione agraria informa che il maggior reddito di questo comune deriva dal vino e dalle vigne ben coltivate.
Nel 1834 si ha la conferma che il nebbiolo "dà vini ricercatissimi", è già il Principe dei vitigni.
Vini buoni ma ancora mal vinificati, finché la Marchesa Falletti di Barolo non chiama dalla Francia Louis Oudart, che corregge gli errori di vinificazione divenendo il padre del Barolo moderno. Il Barolo ha un carattere austero e robusto, che il tempo arrotonda meravigliosamente. Oggi sono i cru, le singole vigne, la massima espressione del nebiolo al 100%, unico vitigno ammesso per questo vino dotato di profumi eccezionalmente complessi, che si evolvono piacevolmente in bocca dopo ogni sorso.


Il Brunello di Montalcino

Il Brunello di Montalcino, caposaldo dell'enologia italiana, si può produrre solo nel territorio di questo comune con uva sangiovese grosso in purezza. Ha un invecchiamento minimo di 4 anni, (di cui tre in botti di rovere), cinque la riserva.
Il territorio di Montalcino non ha caratteristiche omogenee ed è possibile riscontrare differenze nella maturazione dell'uva di ben 15 giorni tra le zone più elevate, come il Greppo, e le vigne situate nella parte sudoccidentale, di più recente impianto. 
Dal colore rosso rubino carico, profumi intensi ed eleganti, palato abbastanza tannico, robusto ed armonico, è il vino giusto per i grandi arrosti di selvaggina.


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